BATTERIE AVVIAMENTO

BATTERIE AVVIAMENTO

Le batterie avviamento sono caratterizzate dalla capacità di erogare intensità di corrente elevate per tempi brevi, senza che la propria tensione scenda al di sotto dei limiti predefiniti. Potenza allo spunto e lunga durata sono i punti di forza che contraddistinguono le nostre batterie. Usate principalmente su automobili, moto, carrelli elevatori e altri veicoli a motore per consentire l’avviamento del motore termico ed alimentare le le parti elettriche del veicolo. 

La nostra linea di Batterie Avviamento è composta da varie tipologie disponibili sul mercato, per ricoprire i fabbisogni e le richieste sempre più esigenti di ogni cliente. Offriamo inoltre servizi di montaggio/smontaggio e assistenza per garantire l’efficienza e il corretto utilizzo dei nostri prodotti. Effettuiamo il ritiro batterie esauste gratuitamente, in quanto sono materiali inquinanti non smaltibili nell’indifferenziato.

 

So.Ve.Car segue il cliente nella scelta della batteria, analizzando il mezzo e le caratteristiche di applicazione per garantire la scelta migliore. Un servizio di assistenza post-vendita garantisce al cliente un pronto intervento per la manutenzione e la consulenza del prodotto.

 

Di cosa è fatta una batteria d’avviamento?

Quella che comunemente chiamiamo batteria è un accumulatore a sei celle, ossia suddiviso in sei scomparti che per azione chimica di un metallo e un acido producono una differenza di potenziale tra due armature. Ogni cella genera 2,13 V (volt) a piena carica, ma quando è in funzione la tensione si assesta sui 2 V, per un totale di 12 V per l’intero accumulatore.

Il metallo utilizzato è il Piombo, altamente tossico per l’uomo in quanto metallo pesante, ma che garantisce ottimi risultati in questo ambito. L’anodo (Pb) e il catodo (PbO2) sono poi immersi in una soluzione elettrolitica di acqua distillata e acido solforico (H2SO4) che innescano una reazione di trasformazione del Piombo dell’anodo da Pb a Pb2+ + 2e-. Si ha quindi la formazione di elettroni liberi e la precipitazione del sale che si forma da Pb2+ e SO42- . La differenza di potenziale tra l’anodo e il catodo è proprio di 2 V a cella, ma scendendo sotto 1,7 V la cella può considerarsi scarica.

Continuando a scaricarsi, il solfato di piombo prodotto (PbSO4) ricoprirà l’anodo con una patina bianca cristallina che impedirà la reazione chimica. Quindi scaricare totalmente una batteriadel genere la rende inutilizzabile perché non sarà più possibile ricaricarla, oppure si potrà ricaricare a livelli inferiori rispetto a quelli nominali. Questo fenomeno viene chiamato solfatazione.

 

Batteria scarica, buone norme e accorgimenti

Fortunatamente la batteria dell’auto serve ad erogare energia per l’avviamento del motore, quindi la scarica dura pochi secondi e poi la dinamo a cui è collegata provvederà a ricaricarla evitando così la solfatazione delle piastre. Ci sono però dei comportamenti o accessori che possono invece favorire questo fenomeno, come ad esempio dimenticare la luce di cortesia o i fari accessi quando il motore non è in moto. Anche l’autoradio causa questo problema: ascoltare la musica quando la macchina è spenta causa la scarica della batteria e quindi presentarsi del fenomeno appena descritto. Questo però non è immediato e permette di utilizzare la batteria a macchina spenta per poco tempo senza fare danni. Le lucette lampeggianti di sistemi di allarmi o dello stesso autoradio però, in caso di macchina poco usata, possono far sorgere il problema della solfatazione.

Un altro problema che può danneggiare la batteria è l’autoscarica. Si parla di questa situazione quando il livello del liquido elettrolita si abbassa troppo, per esempio per evaporazione, e lascia scoperte le armature, causando l’ossidazione per contatto con l’aria. In più, la concentrazione di acido nell’acqua aumenta causando un deterioramento delle piastre e del materiale conduttivo, fino a creare un corto circuito che rende inutilizzabile l’accumulatore.

Controllare i livelli di liquido, non lasciare la macchina troppo tempo ferma e con elementi accesi (luci, autoradio, led, ecc), ma anche controllare l’ossidazione o incrostazioni sui poli esterni, può essere un buon modo per prolungare la vita della batteria dell’auto ed evitare che ci abbandoni improvvisamente. Purtroppo non si può dire con certezza qual è la vita media di un accumulatore al Piombo, poiché dipende anche dalle temperature esterne, dall’impianto elettrico della vettura, oltre che dall’utilizzo, come abbiamo appena detto. In ogni caso, si può controllare lo stato della batteria con strumenti specifici.

Ogni batteria eroga una corrente con un certo valore di Ampere (A) e per capire quale è migliore per la nostra macchina andiamo a considerare gli Ampere per ora (Ah) che eroga. In realtà il valore non è calcolato su un’ora di scarica, ma su 20 ore. Ad esempio, una batteria che ha 50 Ah è capace di erogare 2,5 A per 20 ore. Questo valore viene riportato sulla batteria e va confrontato con quello sul libretto della propria auto, per evitare di comprare una batteria troppo debole che non offre lo spunto di partire, oppure non soddisfa le richieste elettriche del veicolo (autoradio, alzacristalli, ecc…).

 

La batteria Start&Stop per la propria auto

Alcuni modelli di auto utilizzano un sistema chiamato Start&Stop che ferma il motore in caso la macchina si fermi, ad esempio per il semaforo o per coda, lasciando però in funzione tutti gli altri sistemi. Quindi avremo a disposizione l’autoradio, l’alzacristalli, il servosterzo e servofreno, anche il climatizzatore nella maggior parte dei casi. Ma se il motore è spento ci si può chiedere da dove questi sistemi prendano l’energia. La risposta è la più scontata: dalla batteria. Infatti le batterie di questi modelli di automobile sono sovradimensionate, come anche il motorino di avviamento e tutte le parti che durante l’accensione vengono sollecitate maggiormente, come cuscinetti e bielle. In un motore Start&Stop questi elementi vengono sollecitati molto di più rispetto ad un motore normale, specialmente nella guida in città, quindi devono essere più resistenti e duraturi. Quindi facciamo attenzione a qualche batteria scegliere, in caso di motore di questo tipo.

AGM o GEL?

Le nuove batterie AGM (Absorbent Glass Mat) introducono delle fibre di vetro che trattengono l’elettrolita, aumentando le prestazioni della batteria e riducendo l’autoscarica. In più, per la loro struttura, possono essere montate in ogni posizione, utilizzate in alta quota o in mare e sono resistenti a urti e alte temperature. Costano di più di una normale batteria al Piombo, ma oltre a tutti i vantaggi già detti si aggiunge anche il fatto che non richiedono manutenzione.

Esistono poi le batterie al gel, in cui l’elettrolita è in forma gelatinosa e non liquida. Questo elimina il problema dei gas di scarico e l’evaporazione, rendendole adatte a condizioni ambientali avverse e a lunghi cicli di scarica, anche completa. Il loro limite è determinato dalla tensione di carica che richiede un caricabatteria adeguato per evitare che si rovinino le piastre in Piombo.

Dove smaltirla?

Abbiamo già detto che le batteria auto sono altamente inquinanti e dannose per l’organismo, quindi smaltire correttamente quelle esauste è molto importante. Partiamo dal presupposto che sull’acquisto di una nuova batteria stiamo pagando anche il costo di smaltimento. Infatti So.Ve.Car garantisce al cliente oltre che un servizio di assistenza post-vendita, la possibilità di smaltire la propria batteria in maniera sicura e nel pieno rispetto della legge e dell’ambiente.

 

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